La Sosta Generativa di agosto: per ripartire con energia e nuovi progetti professionali

Agosto è il mese ideale per fare il punto sulla propria vita professionale e trasformare intuizioni e desideri in un piano concreto per i prossimi mesi.

MOTIVAZIONE

Francesca Carlet

8/17/20264 min read

Sosta agosto
Sosta agosto

Nel cuore dell'estate spesso si ha solo voglia di relax e leggerezza. Eppure, che ci si trovi a casa o in vacanza, agosto è il mese ideale per dedicarci allo sviluppo della nostra vita professionale.

Il ritmo in ufficio rallenta, per molti arrivano le tanto desiderate ferie. E quando siamo meno sotto pressione emergono motivazioni, sensazioni e desideri che normalmente rimangono inascoltati perché siamo troppo immersi nella frenesia delle nostre giornate. Ecco perché è proprio in questi momenti di quiete che possiamo cogliere segnali importanti su ciò che ci fa stare bene, su ciò che ci appesantisce e sulla direzione che vogliamo dare al nostro lavoro.

Per questo amo definire il mese di agosto come una Sosta Generativa di metà anno: una pausa che non serve semplicemente a recuperare energie, ma che può essere utilissima anche per generare nuove idee per affrontare la seconda parte dell'anno. Mi è sempre sembrato naturale dividere l'anno lavorativo in due parti: da gennaio a luglio e da settembre a dicembre. E anche se, conti alla mano, la prima porzione dell'anno dura decisamente di più, è nella seconda parte - in quei quattro preziosi mesi da settembre a dicembre - che possiamo cambiare il corso del nostro anno lavorativo. Agosto è volutamente considerato un mese a parte. Un mese dedicato all'ascolto, all'introspezione e alla nascita di nuove idee. Oltre che al riposo, naturalmente.

Ecco quindi un esercizio semplice per fare il punto della situazione e focalizzarci sui nostri desideri più profondi in ambito lavorativo, facendo emergere nuove idee da concretizzare in autunno.

Le domande che aprono nuove prospettive

Si tratta di un esercizio semplice, ma molto utile per far emergere la nostra voce interiore. Non occorre dedicarci molto tempo: occorre piuttosto allenarsi all'ascolto. Scegliamo quindi un momento di calma e tranquillità, quando ci sentiamo particolarmente connessi con noi stessi e siamo sereni e positivi.

Potrebbe essere durante una passeggiata nel bosco, mentre leggiamo un libro o alla sera mentre riposiamo all'aperto. A questo punto, leggiamo le domande, senza cercare subito una risposta. Formuliamo semplicemente una domanda alla volta, e poi lasciamola lavorare dentro di noi.

Le domande

  1. Di quale risultato raggiunto nei primi mesi dell'anno sono più orgoglioso/a?

  2. Quali attività mi hanno dato più energia? E quali invece me l'hanno sottratta?

  3. In quali momenti mi sono sentito/a davvero competente e nel posto giusto?

  4. Quale progetto continuo a rimandare e perché?

  5. C'è qualcosa che oggi non rappresenta più la persona che sto diventando?

  6. Se potessi modificare una sola abitudine lavorativa a partire da settembre, quale sceglierei?

  7. Che cosa desidero provare più spesso nel mio lavoro nei prossimi mesi?


Ora, prepariamoci ad accogliere ciò che emerge.

Lascia che le idee decantino

A questo punto, occorre solo attendere. Personalmente tengo in borsa un piccolo quaderno e una penna, per annotare idee e sensazioni, e utilizzo spesso le note sul cellulare. Le intuizioni più preziose raramente arrivano mentre siamo seduti alla scrivania. Più spesso compaiono durante una passeggiata, mentre si cucina, leggendo qualche pagina di un romanzo o osservando il mare. Quindi, prepariamoci ad accoglierle!

Ogni volta che emerge un pensiero, proviamo ad annotarlo senza giudicarlo. Non chiediamoci immediatamente se sia realistico o se riusciremo davvero a metterlo in pratica. In questa fase raccogliamo soltanto ciò che arriva.

Dopo qualche giorno potremo rileggere le nostre note con uno sguardo più lucido e domandarci:

  • Queste riflessioni continuano a sembrarmi importanti e pertinenti?

  • Rispondono a un mio bisogno autentico oppure nascono da aspettative esterne?

  • Mi avvicinano alla persona e al professionista che desidero diventare?

Solo ciò che supera questo secondo momento di riflessione merita di trasformarsi in un progetto da attuare a partire dall'autunno.

Da settembre: tre obiettivi, non trenta

Uno degli errori più frequenti dopo l'estate è riempire l'agenda di buoni propositi destinati a svanire dopo poche settimane. Noi invece possiamo rileggere la lista dei nostri desideri più profondi e i relativi progetti che abbiamo annotato, scegliendo solo tre obiettivi realistici.

Proviamo ora a fare un passo ulteriore: per ogni obiettivo/progetto lavorativo chiediamoci:

1. L'obiettivo.
Che cosa voglio raggiungere entro la fine dell'anno?

2. Il primo passo.
Qual è l'azione più piccola che posso compiere già nella prima settimana di settembre?

3. L'abitudine.
Quale comportamento, ripetuto con costanza, renderà possibile questo progetto?

Facciamo un esempio. Voglio occuparmi di questo progetto: supportare l'ufficio HR nel recruiting attraverso i social media. Il primo passo a partire da settembre potrebbe essere contattare l'ufficio HR offrendo la propria disponibilità. L'abitudine da instaurare potrebbe essere monitorare e raccogliere ogni giorno gli annunci della concorrenza e di aziende simili, per padroneggiare i trend e capire come formulare un annuncio originale e impattante.

Tre obiettivi sono più che sufficienti per mantenere il focus e aumentare le probabilità di portarli davvero a termine.

Non è affatto detto che si debba solo "aggiungere": se ci accorgiamo che un progetto non ci stimola più, che un'attività ci toglie energie invece di darci la carica, se ci rendiamo conto che è necessario un cambiamento, bisognerà pensare a come creare le condizioni perché questo cambiamento avvenga.

E se la nostra azienda non è disposta ad accogliere le nostre proposte, se non è possibile evitare di compiere lavori che stanno drenando la nostra energia, allora è necessario programmare un cambiamento più radicale, iniziando a monitorare il mercato del lavoro per concretizzare il passaggio a una carriera che ci stimola e che ci rende giustizia. Anche in questo caso, occorre un obiettivo e un progetto.

Ad esempio: posso formulare la proposta di cambio di ruolo alla mia azienda a partire da settembre e iniziare immediatamente a monitorare il mercato del lavoro. Se entro dicembre la situazione non sarà cambiata, l'obiettivo è di cambiare lavoro entro il mese di marzo del 2027. Per raggiungere questo obiettivo dedicherò due ore alla settimana (ad esempio lunedì e giovedì dalle 19.00 alle 20.00) alla ricerca di un nuovo posto di lavoro.

Il vero valore della Sosta Generativa di agosto

Fare un reset di metà anno non significa giudicare ciò che è stato fatto.

Significa concedersi uno spazio di ascolto, osservare con maggiore consapevolezza il cammino percorso e scegliere intenzionalmente la direzione dei prossimi mesi e dei prossimi anni. In questo modo settembre non sarà un nuovo inizio improvvisato, ma la naturale continuazione di un percorso iniziato proprio nel silenzio e nella calma di agosto.

Perché spesso le decisioni migliori non nascono dalla fretta: nascono da una pausa fatta nel momento giusto.

Buon lunedì a tutti!

Scarica il PDF: 7 domande per ripartire a settembre con energia e nuovi progetti professionali

Benessere al Lavoro

Vivere bene dal lunedì al venerdì

Email: ciao@benessereallavoro.it

© 2026. All rights reserved.

Benessere al Lavoro è su Linkedin