Welfare Day 2026: il futuro del welfare aziendale passa dalle persone

Strategie e visioni delle aziende più evolute

MONDO AZIENDALE

Francesca Carlet

3/24/20264 min read

Si è tenuto giovedì 19 marzo a Roma il Welfare Day 2026, l'appuntamento italiano di riferimento per il Welfare Development, una giornata interamente dedicata allo scambio di esperienze e all'aggiornamento delle competenze su questo tema così strategico per le imprese.

Il Welfare Day 2026 ha rappresentato infatti un momento di confronto particolarmente ricco e stimolante su uno dei temi più strategici per il presente e il futuro delle organizzazioni: il welfare aziendale. Non si è trattato soltanto di una rassegna di buone pratiche, ma di un vero e proprio spazio di riflessione collettiva su come stia evolvendo il rapporto tra impresa e persone.

Dagli interventi e dai contributi emersi durante la giornata, appare sempre più evidente l’esistenza di uno spartiacque netto tra due modelli di impresa. Da un lato, le aziende ancorate a una visione tradizionale, in cui il welfare è spesso percepito come un costo accessorio o un insieme di iniziative isolate. Dall’altro, le organizzazioni che guardano al futuro, che interpretano il welfare come leva strategica e strutturale, capace di generare valore condiviso, benessere diffuso e performance sostenibile.

Le aziende che saranno protagoniste nei prossimi anni sono quelle che mettono davvero al centro le persone: non solo come risorse produttive, ma come individui portatori di bisogni, aspirazioni e complessità. In questo scenario, il welfare non è più un “benefit”, ma un elemento identitario della cultura aziendale, capace di incidere sull’engagement, sulla retention e sulla capacità di attrarre talenti.

Il Welfare Day 2026 ha offerto numerosi esempi concreti di questa trasformazione, portati da grandi aziende globali che stanno già sperimentando modelli avanzati e innovativi. Esperienze che dimostrano come investire nel benessere delle persone non sia soltanto una scelta etica, ma una decisione strategica per costruire organizzazioni più resilienti, inclusive e competitive.

"Ciò che rende competitive le aziende è il loro investimento nelle persone"
Giuseppe Conte, HR Director INPS

Ecco alcuni esempi di come le grandi aziende orientate al futuro stanno reinterpretando il concetto di welfare, attraverso esempi concreti e pratiche che stanno ridefinendo gli standard del mondo del lavoro.

Welfare e Wellbeing: due facce della stessa medaglia

Il sistema di Welfare di una grande azienda del settore aerospaziale come Avio (leader nella propulsione spaziale) è basato su quattro pilastri, come ci racconta l'HR Director Stefano Bottaro. Ogni pilastro è dedicato a una specifica declinazione del concetto di benessere: fisico, emotivo, finanziario e sociale.
Per ognuna di queste aree, l'azienda mette a disposizione progetti specifici, ad esempio:

  1. Benessere Fisico > programmi di prevenzione, convenzioni con centri fitness

  2. Benessere Emotivo > coaching, mentoring, azienda certificata "Pari Opportunità"

  3. Benessere Finanziario > formazione sul tema "pensioni"

  4. Benessere Sociale > attività ricreative, tornei sportivi


Il welfare arriva così ad occuparsi del benessere a 360° delle persone. Non si tratta di singole iniziative, ma di una programmazione strutturata: Welfare e Wellbeing sono un elemento strategico per l'azienda, in perfetto collegamento con i valori aziendali.

Lo sviluppo di una People Strategy supportata dalla Comunicazione Interna

Anche in BCC Iccrea i pilastri del Welfare aziendale sono quattro, come illustra Chiara Brina, Responsabile Gestione executive, Welfare, HR Innovation del Gruppo.
L'approccio alle risorse umane è olistico e mirato a sviluppare l'accountability, ovvero la fiducia del dipendente nei confronti dell'azienda. Senza la fiducia e senza un clima di apertura, comunicazione e collaborazione, non può esserci benessere aziendale.

Ecco i quattro pilastri del Welfare secondo BCC Icrea:

  1. Welfare & Wellbeing

  2. Diversity & Inclusion

  3. Sviluppo & Performance Management

  4. Comunicazione interna


L'azienda ha sviluppato questi concetti a partire da un'indagine di clima, poi ha creato dei "Focus Group" coinvolgendo tutti i dipendenti, ha redatto un "Manifesto" per rendere chiari ed evidenti gli orientamenti e gli obiettivi e infine ha sviluppato una "People Strategy" in quattro punti, realizzata attraverso piani annuali coerenti e continuativi, dal nome "BCC Care".

La Comunicazione Interna è un pilastro fondamentale, che garantisce il successo del progetto "BCC Care". Vengono date chiare informazioni a tutti i dipendenti durante i "Welfare Day" e attraverso il magazine mensile e viene effettuato un monitoraggio costante dell'andamento delle varie iniziative.

Il Welfare nelle imprese globali

In un'impresa globale come Nokia, il concetto di Wellbeing viene insegnato innanzitutto ai manager, che devono seguire corsi specifici e assicurarsi che ogni loro dipendente lavori in condizioni di benessere e sicurezza, anche emotiva. Ci sono programmi specifici sulla prevenzione del burnout e giornate dedicate al Mental Health, come illustra Maria Rosaria Bonifacio, VP and People Head in Nokia ed Executive Coach.

Ma soprattutto vige una cultura del lavoro che mette la sicurezza e la fiducia al primo posto, con programmi specifici pensati per creare ambienti di lavoro basati sul rispetto e sulla comunicazione e programmi come il "People Support" che si occupano di offrire supporto legale, fiscale e psicologico. Questa cultura è globale, e declinata in ogni Paese nel quale Nokia opera.

Ecco gli ambiti chiave per il Welfare secondo Nokia:

  1. Benessere multigenerazionale: capire le generazioni al lavoro

  2. Lavoro ibrido e gestione del lavoro su più fusi orari

  3. Digitalizzazione e AI

  4. Ruolo dell'azienda come attore sociale


E' affascinante vedere come ognuna di queste aziende abbia trovato una propria personale declinazione del concetto di Welfare aziendale, che non è mai standardizzato, ma piuttosto personalizzato su ogni singola azienda e, sempre di più in futuro, su ogni singola persona.

Gli ambienti di lavoro gerarchici, stressanti e basati sul concetto del "dividi et impera" appartengono ormai al passato. Le organizzazioni che vogliono davvero guardare avanti sanno che il successo non si costruisce sulla distanza, ma sulla relazione. Il futuro delle aziende passa attraverso un nuovo patto tra azienda e persone, fondato su collaborazione, fiducia e supporto reciproco. Mettere al centro il benessere del lavoratore non è solo una scelta etica, ma una visione strategica: perché è proprio da qui che nasce un valore condiviso, capace di generare una crescita sostenibile.

Buon lunedì a tutti.