Libertà e benessere al lavoro: quando un secondo progetto cambia la vita professionale

Creare una seconda entrata partendo dalle proprie competenze e interessi: la storia di una professionista che ha scelto di affiancare un nuovo progetto al suo lavoro di formatrice.

LE INTERVISTE DI BENESSERE AL LAVORO

Francesca Carlet

8/31/20265 min read

Ulrike Oberrauch, Ringana partner
Ulrike Oberrauch, Ringana partner

Per molte persone, un elemento fondamentale per il benessere sul lavoro è la possibilità di scegliere come, quando e dove lavorare. E, inoltre, sentire che le proprie decisioni sono determinanti per il risultato che si vuole ottenere, la soddisfazione di vedere impiegate le proprie competenze e caratteristiche personali e poterlo fare in un modo che si adatta alla propria personalità e stile di vita.

Questa è, in una parola, la libertà professionale.

Parliamo di libertà professionale con Ulrike Oberrauch

Ulrike Oberrauch è una professionista che ha fatto della libertà professionale il centro della propria carriera. Altoatesina, esperta di formazione con molti anni di esperienza alle spalle, ad un certo punto decide di cambiare qualcosa nel suo percorso lavorativo. E succede che …

Partiamo dall'inizio: ci racconti la tua storia professionale e il percorso che ti ha portata a lavorare nella formazione?

Ho studiato scienze pedagogiche a Innsbruck. Una volta rientrata in Alto Adige, ho trovato lavoro in una cooperativa che offre servizi extra-scolastici per l’infanzia. Dopo due anni ho avuto l’opportunità di prenderne in mano la direzione. Come Presidente e Direttore ho lavorato per 15 anni gestendo la cooperativa e il suo personale, i progetti da offrire e molto altro. Alla fine ho iniziato a sentire il peso di tutte queste responsabilità.

È arrivato lo stress ma, soprattutto, mi sono accorta che quello che facevo non mi dava più gioia. Non mi spaventano le responsabilità e so gestire grandi carichi di lavoro, ma … c’è una motivazione che viene da dentro, che va sempre ascoltata. Se ciò che fai non ti dà più gioia, è il momento di cambiare.

A un certo punto della tua vita, quindi, ti sei fermata ad ascoltare le tue sensazioni. E ti sei detta: voglio cambiare qualcosa nella mia vita lavorativa.

Sì, e ho ascoltato seriamente quello che sentivo. Molte persone nascondono questa sensazione di insoddisfazione anche a sé stesse. È un atteggiamento comodo, ma sicuramente controproducente per il nostro benessere a lungo termine. Ho quindi cercato di capire perché il mio lavoro non mi dava più soddisfazione. La mia posizione nella cooperativa mi portava a lavorare e a prendere decisioni da sola. Ero il capo, e tutti si aspettavano da me di ricevere direttive e compiti da svolgere. Io, invece, volevo lavorare insieme ad altre persone, in un team, in un gruppo di lavoro fatto di professionisti che portano stimoli, energia e idee nuove.

Hai quindi iniziato a riconoscere il motivo della tua insoddisfazione, che risiedeva nel ruolo e nel metodo di lavoro.

Sì, ma c’era anche dell’altro. Per me è stato anche un tema di prospettive. Nella cooperativa avevo già raggiunto una posizione di vertice: non potevo andare oltre. Ed era un lavoro che mi costringeva ad essere sempre “sul posto”, sempre fisicamente presente. È stato a questo punto che ho iniziato a ragionare sul tema della libertà professionale. Mi sono chiesta: e se potessi viaggiare per lavoro? Se potessi vedere posti nuovi? Se potessi decidere dove e come lavorare? Se potessi scegliere quando e per quanto tempo lavorare? È stato a quel punto che ho iniziato a delegare il mio lavoro presso la cooperativa e ho deciso di seguire questo mio grande desiderio di libertà.

Questa rivoluzione interiore ti ha quindi portata a creare due strade professionali che oggi porti avanti in parallelo?

Sì. Dopo queste riflessioni, ho iniziato a chiedermi: esiste un lavoro che mi permetta di crescere, viaggiare, lavorare con altre persone, essere creativa e propositiva? Proprio in quel periodo ho incontrato un’azienda austriaca attiva nel settore del benessere e della salute. Produce prodotti freschi nel settore della cosmetica e dell’integrazione alimentare. Di quest'azienda, Ringana, ho subito amato la filosofia di qualità totale e l'attenzione all’ambiente e alla sostenibilità.

Immagino che i primi momenti non siano stati semplici!

C’è voluto un grande impegno e tanta organizzazione. Ho fatto crescere un business parallelo mentre continuavo a lavorare per la cooperativa come libera professionista. Adesso però la mia vita professionale è molto più varia e gratificante.

Oggi sono referente scolastico per la formazione ambientale e collaboro con enti pubblici e privati in Provincia di Bolzano e con scuole di diverso ordine e grado e sono partner commerciale di Ringana. Sono convinta che molte attività da freelance o da libera professionista inizino proprio così, affiancandosi a un precedente lavoro. Molte attività nascono ben prima della richiesta della partita iva!

La parola “libertà” ricorre spesso quando si parla di lavoro autonomo. Per te, cosa significa lavorare in libertà?

Per me “libertà” significa gestione autonoma del tempo, che mi permette di conciliare lavoro e famiglia. Ma anche la possibilità di organizzare la mia giornata in libertà, facendo cose interessanti per me stessa senza dover chiedere il permesso a nessuno. E poi la possibilità di lavorare quando la mia energia è al massimo (ad esempio dalle 5 alle 8 del mattino!). A mio avviso, le aziende potrebbero dare una libertà molto maggiore ai propri dipendenti. Molte donne con figli scelgono una carriera nel network marketing proprio per questo motivo.

Essere libera significa anche assumersi responsabilità e sapersi organizzare. Quali sono i lati più belli e quali le difficoltà o i sacrifici di avere due lavori?

Quando diventi padrona del tuo tempo, devi essere davvero severa, convinta e dedicata completamente al tuo progetto. Altrimenti si rischia di rimandare, di perdere il focus e con esso opportunità e clienti. Bisogna avere un grande “Why!” Perché lo faccio? Perché mi piace? Quali sono i miei obiettivi e le mie visioni? Dove voglio arrivare e cosa devo fare per permettermi la vita che ho scelto?

Quali sono, oggi, le cose che ti piacciono di più delle tue attività? Come si svolge il tuo lavoro?

Innanzitutto mi piace sposare la filosofia delle aziende per le quali lavoro: avere la sensazione di impegnare tutte le mie energie in attività che per me hanno un senso profondo. Amo la formazione ai giovani, sono una sostenitrice convinta della tutela dell’ambiente.

E questo vale naturalmente anche per Ringana. So che i prodotti sono freschi, puri e naturali, ovviamente vegetali e senza conservanti e coloranti, per questo motivo non possono essere venduti in negozio, ma sono preparati al momento e spediti al cliente.

Come partner dell’azienda ho l’obiettivo di far conoscere l’azienda e i suoi prodotti a persone che vogliono avere delle alternative valide nel settore della cosmesi e dell’integrazione alimentare che rispettino l’ambiente e la salute delle persone. Quindi organizzo eventi, business meeting, riunioni one-to-one: inoltre nel network marketing è possibile dare anche ad altre persone l’opportunità di costruire il proprio business. Grazie a quest’azienda ho trovato un mondo che pensa la vita in termini di opportunità e non di problemi. Al centro, c’è sempre la crescita.

Nel tuo percorso hai scoperto un modo diverso di vivere il lavoro: quali sono le cose che oggi non saresti più disposta a sacrificare per il lavoro?

Non ho dubbi: l’autogestione del tempo e non scendere a compromessi rispetto ai valori dell’azienda per cui lavoro. Non potrei mai lavorare per una multinazionale o in un’azienda dove il clima è tossico e le ingiustizie sono sotto gli occhi di tutti.

Deve esserci una filosofia forte su come si trattano le persone e l’ambiente.

Se una persona che ci sta leggendo sente di avere bisogno di un cambiamento, ma ha paura di lasciare le proprie sicurezze, cosa le diresti sulla possibilità di costruirsi gradualmente una maggiore libertà professionale?

Ogni tanto serve un po’ di coraggio! Perché la possibilità di crearsi una seconda entrata esiste davvero e nessuno dice che si debba lasciare il primo lavoro. E quello che dicono gli altri non conta: conta lanciarsi, fare la propria esperienza e farsi la propria opinione.

Se dovessi raccontare in una sola frase cosa significa oggi per te “lavorare e vivere bene”, quale sarebbe?

Trovare il senso profondo della propria attività e avere attorno a sé persone che ti danno energia ed entusiasmo!

Grazie Ulrike, e buon lavoro!

Logo Benessere al Lavoro
Logo Benessere al Lavoro

Seguici su Linkedin

© 2026. All rights reserved.