Donne e benessere sul lavoro: come essere più felici affrontando la disparità di genere

Un’intervista allo psicologo Thomas Bernagozzi esplora strumenti mentali e buone pratiche per vivere il lavoro con più presenza e ridurre le disuguaglianze.

PSICOLOGIA

Francesca Carlet

7/6/20264 min read

Un mese fa la giornalista Silvia Pagliuca ha parlato su questo blog di un tema molto interessante: la felicità e la soddisfazione delle donne nei luoghi di lavoro. Un tema che porta a tante riflessioni e considerazioni diverse, che proviamo oggi ad esplorare ulteriormente intervistando lo psicologo e istruttore certificato di mindfulness Thomas Bernagozzi.

BaL: "Ciao Thomas, inizio riproponendoti la domanda iniziale: cosa occorre oggi alle donne per essere felici sul lavoro?"

Bernagozzi: "Le donne avrebbero bisogno di portare consapevolezza al proprio sentire e a tutti quegli automatismi che alimentano una serie di dinamiche tossiche che creano disparità, ma che a volte sono anche loro a creare. Innanzitutto, quindi, portare presenza nell'agire quotidiano. Questo significa individuare e riconoscere le situazioni che potrebbero portare alla disparità. A volte, infatti, le donne tendono a rimanere inconsapevolmente all'interno di situazioni che non riescono a decifrare completamente e questo crea loro sofferenza, come se fossero imprigionate in uno status quo, in una bolla dalla quale non riescono a trovare una via d'uscita. Il primo punto è esserne consapevoli".

BaL: "Quali sono le situazioni più comuni che potrebbero portare alla disparità?"

Bernagozzi: "Alcune situazioni dipendono dal mondo del lavoro ed è difficile intervenire direttamente, ma ci sono anche molte situazioni e dinamiche che è la donna stessa ad alimentare e che sono particolarmente importanti da riconoscere proprio perché è possibile modificarle. Le principali sono la difficoltà a delegare, la sensazione di dover performare meglio degli uomini per essere credibili e riconosciute nel proprio ruolo, il non riuscire a lasciar andare il controllo, il sentirsi sempre sotto pressione. E la difficoltà a dire dei NO, a chiedere aiuto, a cercare degli alleati, e anche il senso di rivalità, in generale, ed anche - a volte - verso le altre donne".

BaL: "È interessante notare come queste dinamiche che ci mettono in difficoltà dipendano da noi stesse e non solo dall'ambiente circostante."

Bernagozzi: "Riconoscerlo è un primo passo fondamentale. Perché sono soprattutto questi automatismi che impediscono alle donne di performare al meglio e che spesso rimangono sotto la soglia della consapevolezza. Quando le donne iniziano a lavorare su questi automatismi, allora inizia a cambiare anche l'ambiente che le circonda. Migliora la loro autostima, il loro senso di responsabilità e iniziano a capire che è possibile co-costrure qualcosa di nuovo: una nuova consapevolezza di sè, ma anche un nuovo business, una nuova carriera, un nuovo sogno da avverare. Smettono di rimanere nel potenziale e iniziano ad imparare come incanalare tutte le loro energie per raggiungere i risultati che desiderano da sempre".

Nella foto, lo psicologo Thomas Bernagozzi, istruttore certificato di Minfulness e ideatore del percorso Mindful Latemar di Obereggen (BZ), per esercitare le abilità di Mindfulness nella natura.

BaL: "Sembra che le donne siano bravissime a creare attorno a sè un ambiente difficile da sostenere: carichi di lavoro familiari e professionali, la tendenza a non chiedere aiuto, l'ansia da prestazione, la sindrome dell'impostore. Gli uomini sembrano spesso calmi e razionali, immuni a queste dinamiche.

Bernagozzi: " Ebbene, non è così. Anche il mondo maschile ha le sue prigioni. Anche gli uomini hanno i loro automatismi e alimentano dinamiche di alto tipo, che li mettono in difficoltà. Si tratta spesso di dinamiche legate al potere, alla difficoltà di riconoscere i propri limiti, all'impossibilità di chiedere aiuto per non riconoscere una fragilità che ancora oggi può essere vista come una perdita di potere personale o di mascolinità. Riuscire a riconoscere le difficoltà del mondo maschile e le dinamiche tra i sessi potrebbe aiutare tutti - uomini e donne - a valorizzarsi reciprocamente, anche nel mondo del lavoro".

BaL: "Quando ci troviamo ad affrontare una situazione legata alla disparità di genere, da dove possiamo partire per cercare una via d'uscita?"

Bernagozzi: "E' innanzitutto fondamentale passare da un senso di colpa e di impotenza (il classico "sono dinamiche più grandi di me") al riconoscere che è possibile avere un impatto, nel macro e nel micro- sistema. Questo è il punto principale: passare da un senso di colpa a un senso di responsabilità, che poi permette alla donna di agire. La colpa e il rimpianto non servono a nulla nel viaggio verso l'essere presenti da protagoniste nella quotidianità e nell'ambiente di lavoro".

BaL: "Come spesso accade, il passo più difficile è proprio il primo: agire. Ci vuole consapevolezza, prontezza, una sicurezza che viene da dentro. Dopo aver compreso tutti i concetti che ci hai illustrato, come facciamo a fare questo primo passo?"

Bernagozzi: "Accettando il rischio, sempre presente quando si provano nuove strade e credendo in sè stesse. Il tema centrale, però, è creare un cambio di prospettiva. E ricordare che è sempre possibile chiedere aiuto, non solo alle persone amiche, ma anche a livello professionale. E cercare degli alleati o delle alleate: fare squadra. Se si ha la consapevolezza di non essere sole è possibile affrontare qualsiasi sfida.

BaL: "Un messaggio è emerso forte e chiaro: tutto parte dalla consapevolezza. Una dote che è possibile allenare. Cosa consigli alle nostre lettrici per espandere la loro consapevolezza ogni giorno? Esistono percorsi specifici e risorse utili?

Bernagozzi: "Senz'altro. Uno dei più accreditati ed efficaci è il protocollo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) fondato dal pioniere della Mindfulness Jon Kabat Zinn, che si pone l’obiettivo di potenziare la concentrazione, ridurre lo stress percepito e aumentare la consapevolezza del momento presente. Il corso di Mindfulness (MBSR) si svolge prevalentemente in gruppo e ha una durata di 8 settimane. Ne organizzo periodicamente a Bolzano, il prossimo inizierà quest'autunno. Maggiori informazioni saranno disponibili sul mio sito e sul mio profilo Instagram".

Ringraziamo di cuore il dott. Bernagozzi per questo prezioso cambio di prospettiva: ora sappiamo da dove iniziare per iniziare a cambiare, in meglio, noi stesse e la realtà che ci circonda, per riuscire finalmente a raggiungere la soddisfazione e i risultati che meritiamo.

Per approfondire:
https://www.wellbeingenvironment.com/i-percorsi/

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